{"id":2245,"date":"2016-04-17T14:46:53","date_gmt":"2016-04-17T12:46:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vgi.it\/web\/?page_id=2245"},"modified":"2020-08-17T07:43:11","modified_gmt":"2020-08-17T05:43:11","slug":"fanteria-darresto-104-auc-ritrovo-2013","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.vgi.it\/web\/?page_id=2245","title":{"rendered":"Fanteria d&#8217;Arresto 104 AUC ritrovo 2012"},"content":{"rendered":"<p>Primo ritrovo degli ex allievi AUC del 104 Fanteria d&#8217;Arresto.<br \/>\nNel 1981 un gruppo di ragazzi svolse la \u201cleva\u201d presso la Scuola di Fanteria di Cesano di Roma.<br \/>\nErano gli anni in cui gli ultimi rimasugli di terrorismo scuotevano ancora l\u2019Italia.<br \/>\nErano gli anni nei quali NATO e Patto di Varsavia si affrontavano ancora.<br \/>\nErano gli anni in cui un gruppo di giovani di \u201cleva\u201d venne inserito nel 104\u00b0 A.U.C., II btg, 6 cp, plotone Fanteria d\u2019Arresto.<br \/>\nAll\u2019inizio del 1982, con il grado di ufficiali, vennero inviati a difendere il confine orientale nella zona di Gorizia; Oltre la morte!<br \/>\nPoco pi\u00f9 che ventenni, si trovarono a comandare uomini e gestire armi di distruzione in bunker sotterranei: le OPERE!<br \/>\nGi\u00e0 sapevano che solo la pace poteva salvare loro e i loro uomini da una morte sicura e cos\u00ec avvenne.<br \/>\nOLTRE LA MORTE, ora, \u00e8 solo un grido di guerra mai usato e oggi siamo qui a raccontarci i nostri ricordi, a rinnovare la nostra amicizia e a essere consci di aver servito la patria come ci era stato richiesto.<br \/>\nOLTRE LA MORTE \u00e8 ora solo un modo per ricordare chi ci ha gi\u00e0 lasciato.<br \/>\n22 giugno 2013<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Breve storia<\/p>\n<p>Durante gli anni della guerra fredda, nella situazione a schieramenti contrappo-sti Patto Atlantico &#8211; Patto di Varsavia venutasi a creare e che ha caratterizzato tutto il secondo dopoguerra sino alla caduta del muro di Berlino, l&#8217;Esercito italiano era orientato, soprattutto, alla difesa delle frontiere orientali.<\/p>\n<p>In quegli anni, la Fanteria d&#8217;arresto aveva il compito, in caso di attacco provenien-te dagli ex Paesi dell&#8217;Est (Patto di Varsavia), di bloccare o comunque ritardare l&#8217;a-vanzata nemica, permettendo all&#8217;Esercito italiano di organizzarsi per la successiva difesa.<br \/>\nLo scopo veniva raggiunto, in cooperazione con altri reparti mobili, con l&#8217;ausilio di fortificazioni permanenti, dette &#8220;opere&#8221;, composte principalmente da cannoni anticarro (dette postazioni P), mitragliatrici (dette postazioni M), posti di osservazione e posti di comando. Tali opere (vedi anche la voce bunker), co-struite anche con fondi NATO, erano dislocate nel Friuli-Venezia Giulia e si esten-devano dal confine con la exJugoslavia (ora Slovenia) sino al fiume Tagliamento, da est verso ovest e dal passo di Tanamea alla zona compresa fra la foce del Timavo e quella dell&#8217;Isonzo, da nord a sud.<\/p>\n<p>La maggior parte delle fortificazioni (dette opere in pianura e sbarramenti in mon-tagna) era costruita attorno o in prossimit\u00e0 degli assi stradali pi\u00f9 importanti e di importanti ponti stradali o ferroviari (ad esempio il ponte della Delizia e Dignano). Scopo principale della fortificazione permanente era di sostenere lo sforzo di con-tenimento e di contrasto contro un eventuale invasore da parte delle unit\u00e0 coraz-zate e meccanizzate. In sostanza, la fortificazione avrebbe dovuto servire a: con-tenere le forze avversarie e comunque a rallentarne il movimento; incanalarle lun-go assi che avrebbero favorito l&#8217;intervento delle forze armate italiane; costituire perno di manovra per le unit\u00e0 mobili della difesa; difendere e tenere zone partico-larmente importanti per la difesa o chiudere assi di penetrazione secondari, attra-verso i quali potevano essere tentate manovre di aggiramento o di alleggerimen-to.<\/p>\n<p>Fortificazione nei pressi di Doberd\u00f2<br \/>\nLa composizione delle opere era molto variabile a seconda della zona in cui si tro-vavano, del compito loro affidato, del tipo di avversario che avrebbero dovuto contrastare (corazzato o motorizzato) e della morfologia del terreno. Unica ecce-zione \u00e8 il complesso difensivo scavato in caverna della Galleria di Purgessimo unica opera assomigliante alle opere del Vallo Alpino.<br \/>\nGrande uso venne fatto, per le postazioni di tipo P, della tecnica del cos\u00ec detto &#8220;carro in vasca&#8221; e cio\u00e8 l&#8217;uso di carri armati &#8220;interrati&#8221; in apposite grosse vasche di cemento armato, atte a contenerli; in questo modo emergeva dal livello del terreno la sola torretta del carro unica parte funzionante dello stesso. Queste torrette venivano mimetizzate in apposite strutture che potevano essere smontate in breve tempo per le necessit\u00e0 di eventuale utilizzo. Limitrofi alla vasca stessa c&#8217;erano altri locali accessori (sempre in cemento armato ed interrati) per la vita della postazione quali: locale gruppo elettrogeno, deposito munizioni e locali per il personale a supporto. Il carro pi\u00f9 usato per questo utilizzo fu lo M4 Sherman.<br \/>\nCon la fine della guerra fredda, la necessit\u00e0 di difendere la &#8220;porta di casa&#8221;, la cosiddetta Soglia di Gorizia, perse in gran parte la sua valenza e tutte queste postazioni furono progressivamente smantellate: nel 1993 ne venne completata la dismissione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"ngg_displayed_gallery mceItem\" src=\"http:\/\/www.vgi.it\/web\/index.php\/nextgen-attach_to_post\/preview\/id--2398\" alt=\"\" data-mce-placeholder=\"1\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Primo ritrovo degli ex allievi AUC del 104 Fanteria d&#8217;Arresto. 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